Yoga in primavera, come aprirsi alla stagione della rinascita

Inviato da bruno il Ven, 03/19/2021 - 09:43

In primavera la pratica dello yoga permette ai semi, posati in autunno e custoditi durante la stagione fredda, di germogliare e generare nuove vite. Praticare lo yoga in primavera é come dissetare il nostro corpo, la mente e persino l'ambiente attorno a noi affinché si eliminino le tossine accumulate, ripristinando così l'equilibrio tra ciascuno di noi e la natura.

La primavera é la stagione del rinnovamento, e pertanto é anche il periodo durante il quale dentro di noi convivono sia i fastidi accumulati durante la stagione fredda sia le risorse per ricongiungerci alla parte rinnovatrice, che mai ci abbandona e che ciclicamente torna a ridonare equilibrio.

TAPAS

La pratica dello yoga aiuta e facilita questo processo. Tapas interviene nel compito di rimuovere le impurità. Tapas é descritta nella terza parte dei Niyamas così come illustrati nello Yoga di Patanjali. Attraverso Tapas ci connettiamo con il nostro senso di disciplina interiore, stupendo stato capace di depurare. Passione e coraggio vengono evocati insieme per "bruciare" le impurità fisiche, mentali e emozionali.

La primavera ci offre più tempo, le mattine sono più miti e le serate più lunghe. Più facile perciò stendere il tappetino e fermarsi, osservando la propria mente. Tapas é prima di tutto incontrare il piacere di praticare e di dare spazio alla passione, che é così potente nei confronti dei pensieri negativi. Più diamo spazio e libertà a praticare Tapas più osserveremo che la disciplina interiore lavora  da sé, senza che nulla risulti forzato. La primavera arriva indipendentemente dalla nostra volontà. Il rinnovamento, l'equilibrio e l'armonia sono governate dallo stesso processo di eterna rinascita che ci travolge ogni anno.

ĀSANA

Insieme a Tapas anche Āsana ci avvicina alla percezione del nostro stesso corpo, stimolando flussi energetici capaci di rilasciare tensioni, rigidità e torpori che l'inverno spesso produce. Purtroppo noi esseri umani non abbiamo le abitudini che ritroviamo nel mondo animale, non così distante da noi come si potrebbe pensare. Molti animali durante l'inverno vanno in letargo, così da sfuggire alle tante sfide che la stagione rigida ci mette di fronte.

Arriviamo alla primavera contratti e stanchi, proprio quando la rinascita ci chiama così gioiosamente a rigenerarci. La pratica dello yoga in primavera e delle Āsana dedicate al rilassamento, all'elasticità di muscoli e stato d'animo ci viene in aiuto. E' un aiuto poderoso, perchè possiamo unirlo al riavvicinamento alla natura, alla vitalità primaverile, alla stagione dei risvegli.

PRĀNĀYĀMA

Infine Prānāyāma, così vicina alla vita perchè la rispetta, la abita, la ravviva attraverso il respiro. Prānāyāma é sempre con noi, é il filo che collega tutte le stagioni ad un unico fine: rinnovamento continuo, respiro dopo respiro. L'armonia del respiro é come una musica che ci risuona costantemente partendo dal nostro petto, dal nostro centro vitale.

Durante la pratica di Prānāyāma ci abbandoniamo al piacere di ascoltare, di accarezzare, di provare a controllare questa musica, come un flautista fa con il suo strumento. I musicisti, fra le prime tecniche che apprendono, studiano il fraseggio, che consiste nel governare la musica in respiri, in ritmi che essi stessi generano energia e musica.

Spesso rimango a pensare se la definizione di "controllo del respiro" sia davvero ciò che meglio descrive Prānāyāma. A volte credo che la pratica di Prānāyāma sia anche la "conoscenza" del respiro, delle infinite potenzialità del respiro, dei suoi ritmi, della sua musica.

Aprendo la finestra in primavera rimango ad ascoltare il concerto della natura, dei suoi respiri, dei suoi canti. Tutto l'universo, in primavera, riprende a respirare, rinnovandosi, tonificandosi e depurandosi.

Lo yoga in primavera racchiude alcune tra le più splendide risorse.

Se lo desideri in questo podcast, dal minuto 30:46, trovi un Prānāyāma guidato!