YOGA E DISABILITA' - Linda

Inviato da Tiziana il Gio, 04/30/2020 - 19:07

Il primo incontro:

Una settimana prima di Natale del 2015 sono andata a conoscere Linda, invitata dalle sue nipoti e da suo cognato.
LA TROVO  seduta sulla carrozzina nella sua camera, presso la RSA dove risiede.
 

Un anno e mezzo prima a causa di una puntura di zecca infetta ha avuto un'encefalite e ora vive qui perchè non è più autosufficiente. L'infezione le ha procurato una doppia emiplegia più al lato sinistro con un' evoluzione spastica, è afasica, non può stare in piedi perchè il lato sinistro non regge il peso, non può mangiare.

Ha una buona comprensione, comunica con una tastiera. Ha 71 anni, prima di questa malattia praticava yoga già da molti anni, ora desidera che le conduca la meditazione, vedo una foto di Thich Nhat Hanh, mi dice che è il suo Maestro.

Nonostante la sua condizione di evidente immobilità mi sento di proporle anche qualche pratica di yoga: piccoli movimenti di varie parti del corpo, visualizzazioni, pranayama, canto di mantra.
Lei è stupita e meravigliata allo stesso tempo ma...subito mi mette alla prova vuole che le canti il Gayatri Mantra.
Ha le idee chiare mi dico ... lo canto volentieri ma con un po' d' imbarazzo visto il contesto!

La saluto, esco all'aria fresca e sento profondamente che desidero fare questa esperienza, non facile e del tutto nuova per me, voglio aiutarla a stare meglio, lei desidera guarire e questo sarà il primo ostacolo... come fare in modo di non illuderla ma portarla sulla strada dell'accettazione.

 

 La prima lezione di yoga sulla carrozzina:

Dopo le vacanze di Natale vado da lei per la prima lezione... di proposito non ho un programma in mente, mi propongo di ascoltarla e di mettere le mie conoscenze e la mia esperienza al suo servizio. Voglio stare qui e ora con Linda.

Scendiamo in palestra e ci mettiamo davanti al finestrone che guarda il parco popolato da bellissime piante. Anche lei è contenta di stare qui. 

Con una sedia mi metto davanti a lei mi piacerebbe conoscerla un po' prima di condurla in una pratica, la comunicazione risulta un po' difficile io non capisco cosa dice e deve usare la tastiera ... anche con qualche difficoltà. Capisco che c'è da ridurre il parlato all'essenziale.

Le chiedo come stai? Risponde sulla tastiera: "molto, molto bene", cosa ti piaceva fare prima della malattia? Yoga risponde. Ti piaceva andare in montagna? Sì e si commuove... Cosa vuoi per te ora? Guarire....

Le propongo un rilassamento è d'accordo, e così iniziamo: " senti il tuo corpo appoggiato sulla tua sedia e la tua sedia appoggiata sulla Terra, la Madre Terra che ti accoglie e su tutti i punti di contatto lasci il peso e lasci le tensioni e ... poi immagina di essere su un sentiero di montagna uno che conosci bene... ci sei stata tante volte oggi andiamo lì visualizzandolo...  Senti il profumo dell'erba appena tagliata, vedi l'azzurro del cielo attraverso i rami degli alberi, senti lo scorrere dell'acqua nel ruscello, il canto degli uccellini...Il tuo respiro è fresco alle narici inspiri e mentre espiri soffi dalle labbra . Fa un po' fatica a soffiare ma ci prova e poi ancora... inspira l'aria fresca e apri la tua mano espiri chiudi la mano e soffia. So che le sto chiedendo una cosa difficile glielo dico... ma piano piano ce la fa ed è contenta, ora ride! Le prendo le mani e respiro con lei...e ogni tanto ci riposiamo immaginando di sdraiarci sull'erba,  si stanca facilmente. Poi piano piano torniamo...

Quest'ora passa veloce... "E' ora di terminare, come ti senti? Tranquilla scrive . E' proprio cosi e lo vedo nei suoi occhi che sono più azzurri e luminosi...Ci salutiamo, io congiungo la mani davanti alla fronte e poi davanti al cuore lei fa lo stesso con una mano sola.

Quando esco nel parco mi sento carica di energia ...mai l'avrei pensato...sono contenta anch'io!

 

 

 Seconda lezione vuole la mia sedia
 

Quando arrivo la trovo che è da sola nella sala da pranzo. Capisco subito che c'è qualcosa che non va mi sembra triste e pensierosa, le chiedo se ha voglia di fare yoga lei risponde che sì lo vuole!

Appena entrate in palestra mi dice qualcosa che non capisco bene ma lei insiste alla fine sai cosa vuole? Vuole sedersi lei sulla mia sedia!! E' così convinta e decisa che ho un attimo di titubanza..."non posso, non me la sento, mi spiace" le rispondo chiederemo all'infermiere di aiutarci la prossima volta ma non è convinta, arriviamo al compromesso di togliere la parte davanti dove appoggia le mani. 

Non senza difficoltà da parte mia armeggio con le viti e sfilo questa specie di davantino mi sento impacciata e già penso a quando dovrò rimetterlo!! Non ho mai avuto a che fare con una sedia a rotelle prima d'ora e soprattutto con una persona costretta a starci seduta sopra. Dopo questa manovra è soddisfatta e si sente un po' più libera penso io... possiamo cominciare... "l'altra volta ti è piaciuto sei stata bene?" Fa SI' con la testa. Bene!  Ti conduco ancora in montagna con la visualizzazione e sul prato ci rilassiamo ti va? SI' 
Senti tutti gli appoggi sulla tua sedia e immagina di essere distesa sull'erba, senti quanto è morbida e il tuo corpo sprofonda un po'. Lei chiude anche per un attimo gli occhi ma quasi subito li riapre.

Meglio muovere un po' il corpo: la mano destra le dita, il pugno, il polso e anche gomito e spalla, la sinistra con il mio aiuto. Le chiedo il permesso di eseguire un lieve massaggio alle sue gambe che ancora credevo immobilizzate e dopo un po' … piange! Sembra disperata...non capisco... poi mi fa segno che ha urinato. Resto un po' così soprattutto per la sua reazione ma poi le dico di non prendersela che è a causa del rilassamento, si riprende e vuole proseguire! Bene...

Già che siamo idealmente in montagna e l'aria è pura e sottile, facciamo qualche respirazione. Con la mano destra che si apre inspirando e si richiude espirando. Il suo inspiro è molto corto e non fa in tempo ad aprire tutta la mano allora proviamo a mettere un piccolo suono aaa quando chiude la mano, la sua espirazione si allunga e di conseguenza l'inspiro arriva un po' più ampio ... così va molto meglio sono contenta di questo suo progresso è contenta anche lei.
Quanto è importante per lei respirare un po'! 

Poi siccome eravamo ancora idealmente sul prato in montagna dobbiamo tornare e fare il percorso contrario ed è proprio lei a ricordarmelo, incredibile!!!

Quando “arriviamo a valle” per concludere le canto il Gayatri Mantra. Bello! Mi dice che lo conosceva già.

Allora mi viene l'idea di stampare il testo per lei in modo che potrà seguirlo mentalmente mentre io lo canto a voce.

Terminiamo, siamo contente entrambe è stata dura oggi ma tutto si è risolto in bene.

Nel parco quando esco, mi dico che non devo più essere così insicura ma affidarmi a quella parte di me che desidera essere serena sincera e propositiva per poterle essere davvero d'aiuto non posso fermarmi a ciò che non posso proporle ma concentrarmi su ciò che sento profondamente possibile.